giovedì 23 giugno 2016

ANIME ~ Mayoiga


12 episodi x "thriller" x "psicologico"

venerdì 8 gennaio 2016

ANIME ~ Angel Beats!

Oggi mi dedicherò ad uno fra gli anime più popolari degli ultimi anni, Angel Beats!. Accolta positivamente dal pubblico nipponico così come da quello straniero, questa serie ha ricevuto un ampio seguito durante la sua trasmissione e continua tutt'oggi ad essere alta nelle classifiche delle serie più famose. Vediamo quindi di cosa si tratta (:

13 episodi x Scolastico x Fantastico x Drammatico x Comico

Esprimere un parere su Angel Beats! non è facile, perché questo anime ha chiaramente punti di forza molto buoni, ma allo stesso tempo scade spesso in banalità e difettucci fin troppo comuni. 

Partiamo dalla trama: Otonashi, un adolescente giapponese, si trova catapultato in una scuola a lui sconosciuta. Poco dopo il suo arrivo scopre che quello in cui si trova è in realtà una sorta di purgatorio e che lui, quindi, è decisamente morto. Là adolescenti come lui, uniti sotto il comando della leader Yuri, combattono contro una ragazza-angelo per non arrendersi alla definitiva "cancellazione", ossia il destino che aspetta chi vive una normale vita scolastica. 

La trama risulta piuttosto accattivante, ma non particolarmente originale. Di serie che parlano dell'aldilà ce ne sono tante, e molte di esse lo fanno con più creatività o semplicemente meglio di Angel Beats!. La scelta più infelice è però quella di ambientare il tutto in una scuola. Chi segue anime e manga già da un po', infatti, non potrà fare a meno di chiedersi "Ci troviamo quindi di fronte all'ennesimo anime scolastico?". La risposta è sì. Fortunatamente però questa scelta commerciale non grava eccessivamente sull'opera, soprattutto perché Angel Beats! non pretende di essere un anime eccessivamente serio. Al contrario, una delle qualità migliori di questa serie è la sua comicità, una comicità ben riuscita e poliedrica, che si esprime non soltanto attraverso sketch ma che sfrutta sapientemente tutti i vantaggi dell'animazione. Accanto alle molte battute, infatti, una regia creativa e un buon soundtrack concorrono a rendere le scenette comiche veramente divertenti e originali. Da questo punto di vista la scelta della scuola come background esclusivo risulta coerente. Sotto altri punti di vista, però, l'ambientazione avrebbe potuto essere sostituita facilmente con qualcosa di meglio. Nel secondo episodio, per esempio, la scoperta di un'immensa fabbrica di armi nei sotterranei della scuola dimostra che una rivisitazione originale dell'ambiente scolastico non solo sarebbe stata possibile, ma sarebbe anche risultata più in linea con la trama. In via alternativa l'intera scuola avrebbe potuto avere le caratteristiche di una realtà virtuale, giacché alcune le possiede già - la presenza di personaggi non giocanti (NPC), il fatto che agire su sofware virtuali determini una modifica anche nella realtà, ecc. Insomma di scelte alternative ce n'erano tante, ma Angel Beats! ha preferito ignorarle per adagiarsi su una soluzione più semplice e meno rischiosa, azzardando qualche elemento originale qua e là ma senza portarlo avanti fino in fondo.  

Chi legge le mie recensioni sa quanta importanza riservo all'ambientazione, ma purtroppo Angel Beats! risulta carente anche su elementi più comunemente considerati fondamentali. Uno di questi, ad esempio, è la gestione dei personaggi. I personaggi in senso stretto, infatti, sono piuttosto ben fatti: quelli principali sono ben caratterizzati (anche se fin troppo somiglianti al cast di Suzumiya Haruhi no Yuutsu), quelli secondari hanno quei pochi tratti caratteristici sufficienti a renderli unici e allo stesso tempo divertenti. La gestione dei personaggi, però, è un'altra cosa, e in questo caso è tutta sbagliata. Personaggi secondari apparentemente scelti a caso ricevono approfondimenti così ben fatti da superare addirittura quelli dei protagonisti. Così sappiamo (l'ex) vita, morte e miracoli di un personaggio secondario che vedremo una volta sola, mentre di uno principale non verrà svelato mai niente nonostante lo spettatore sia portato ad aspettarsi il contrario. Se si riesce a chiudere un occhio su questa scelta incoerente, però, sarà possibile apprezzare i flashback sulle ex-vite dei personaggi, veramente commoventi e ben narrati. O meglio, lo sono quando non scadono nell'angst e nell'eccessiva tragedia. Questo accade ad un personaggio protagonista, ed è l'esempio più evidente di cattiva transizione dell'atmosfera. Purtroppo questa serie è solo una delle tante a non aver afferrato bene il metodo giusto per operare un cambiamento di atmosfera, perciò se guardate anime abitualmente non vi sorprenderà troppo il brusco passaggio da scene estremamente comiche a scene strappalacrime. Nonostante questo sia un difetto comune, però, non me la sento di sminuirlo, perché la serietà dell'opera ne risulta gravemente compromessa. 


Indeciso è l'aggettivo giusto per un anime come Angel Beats!: indeciso sulla propria ambientazione, indeciso sull'atmosfera generale, e indeciso anche per quanto riguarda la grafica e l'animazione. Lo studio che se ne è occupato, la P.A. Works, ha fatto un lavoro buono per la maggior parte della serie. Ci sono poi delle scene a cui è stata riservata molta più cura e attenzione (e budget, aggiungerei) delle altre. Scene che si distinguono per i molti dettagli, l'aumento della fluidità e il taglio più originale delle inquadrature. Purtroppo, queste scene sono totalmente irrilevanti considerata la trama dell'anime. Trattasi infatti di scene musicali riguardanti le Girls Dead Monster, la band della scuola. Il grande contrasto visivo che c'è fra queste scene e il resto dell'anime fa sì che le prime risaltino naturalmente, ma allo stesso tempo esse non hanno alcuna importanza. Se una tale cura fosse stata riservata a scene salienti (come accade in anime quali Sakamichi no Apollon e Zankyou no Terror), l'impatto emotivo conseguente sarebbe stato molto maggiore. Paradossalmente invece Angel Beats! sposta l'attenzione dello spettatore dalle scene più importanti a scene secondarie, che risultano quindi inutili virtuosismi grafici. 


Nonostante i suoi numerosi difetti, Angel Beats! è un anime piacevole e divertente, che non manca di elementi originali. La narrazione, assieme all'ottimo soundtrack, è forse uno degli aspetti meglio realizzati di questo anime. Oltre le avventure talvolta episodiche, abbiamo infatti un inizio, uno svolgimento e una fine ben definiti. Ogni momento della storia prende la parte che gli spetta e i personaggi seguono il corso degli eventi maturando e cambiando di conseguenza. La fine - per quanto forse un po' tirata per le lunghe - risulta soddisfacente, aspetto non scontato e che mi ha piacevolmente sorpresa. Perciò ritengo che Angel Beats!, pur non essendo un capolavoro, possa costituire un'ottima distrazione. Lo consiglio soprattutto agli amanti degli anime comici e scolastici, oppure come pausa fra lo studio. 

Buona visione e alla prossima recensione! 

martedì 7 luglio 2015

VISUAL NOVEL ~ DRAMAtical Murder

Ho giocato ad altre visual novel, ma questa è la prima che ho completato e di cui faccio una recensione, perciò siate clementi ★ Farò accenni molto vaghi ad alcuni particolari della storia, ma la recensione è da considerarsi spoiler-free. 



DRAMAtical Murder - d'ora in poi DMMd - è una delle visual novel BL più famose della Nitro+Chiral. Realizzata per PC, ha una durata media (10-30 ore di gioco) e può essere reperita in inglese grazie all'ottima patch realizzata da aarinfantasy. Pur avendo qualche difettuccio qua e là, questa novel mi ha appassionata molto ed il mio giudizio finale è positivo.

La trama di DMMd non è eccessivamente originale, ma mostra comunque cura nei dettagli e nella narrazione. Ci troviamo sull'isola giapponese di Midorijima, caratterizzata da una peculiare divisione: da una parte abbiamo la storica Kyuu-juumin-ku, riservata ai nativi e alla popolazione povera; dall'altra si trova invece il maestoso quanto enorme villaggio turistico di Platinum Jail, destinato soltanto ai più ricchi personaggi del mondo e mal visto dai residenti originari. 

Kyuu-juumin-ku è caratterizzata da tante bande, rivali e non, il cui scopo principale è esprimere la propria virilità e ne hanno bisogno, visto come si vestono facendo a scazzottate nei vicoli, pratica nota a tutti con il termine di Rib. 

Negli ultimi anni però match di tipo diverso hanno gradualmente preso il sopravvento: incontri virtuali che mettono alla prova più il cervello che il fisico. Questa realtà virtuale è conosciuta come Rhyme. 

La storia ruota attorno ad Aoba Seragaki, un comune 23enne residente a Kyuu-juumin-ku e modesto lavoratore all'Heibon ("Mediocrità") Shop. Il nostro protagonista non ne vuole proprio sapere di Rib o Rhyme, ma quando strane sparizioni cominciano ad avvenire in città, si troverà suo malgrado coinvolto... 

Aoba è il protagonista e il narratore della storia. Altruista fino al punto giusto, legato alla sua famiglia e leale con gli amici, Aoba è un personaggio ben caratterizzato e realistico. Se ho trovato DMMd così ben riuscito, il merito va anche a lui: finalmente abbiamo un protagonista che dimostra la sua età e che pur essendo uke non sembra una ragazzina. Inoltre Aoba è una persona comune, e la sua caratterizzazione è buona anche perché non vuole sorprenderci con chissà quali particolari stramberie. Il suo doppiatore mi è piaciuto davvero tanto, ho trovato la sua voce particolare e ben azzeccata per il personaggio.

Anche gli altri personaggi, chi più chi meno, hanno tutti una buona caratterizzazione. Per ulteriori informazioni sui personaggi principali e sulla loro caratterizzazione ho inserito una sezione finale.

Trama coinvolgente e personaggi ben caratterizzati non sono gli unici pregi: quello che secondo me costituisce il vero punto forte della visual novel è l'ambientazione. O forse dovrei dire le ambientazioni, dato che DMMd riesce a riunire tanti scenari diversi sotto il filo conduttore della modernità e della tecnologia. Partendo da un'ambientazione underground pop, la novel ci conduce attraverso paesaggi futuristici e cyberpunk, senza dimenticare il tanto amato Giappone tradizionale. Gli sfondi del gioco rendono il background della novel ancora più emozionante, grazie alla loro grafica impeccabile e curata.  

Una nota di merito, infatti, va alla grafica. Gli sfondi sono senza dubbio la punta di diamante: originali, dettagliati e ben fatti, aiutano il lettore ad immergersi completamente nella storia. Anche i CG dei personaggi sono fatti bene, seppur di qualità inferiore. Ogni tanto infatti salta fuori qualche anatomia impossibile un po' fastidiosa. Purtroppo dalla mia modesta esperienza con le visual novel questa sembra essere una costante. Tutto sommato, quindi, DMMd se la cava anche fin troppo bene, soprattutto considerando che gli sprite dei personaggi (come quello di Aoba in questa recensione) sono tutti realizzati molto bene.

Anche la colonna sonora contribuisce a creare un'atmosfera particolare, grazie alle sue tracce accattivanti ispirate alla musica dei giochi arcade. Non male neanche le canzoni finali. 

 

Dal punto di vista tecnico la visual novel è eccellente. Entrambi gli skip (veloce e molto veloce) funzionano senza intoppi e fanno risparmiare un sacco di tempo. Le slot per i salvataggi sono sufficienti. L'interfaccia grafica è ottima: fluida, chiara e funzionale, oltre che estremamente accattivante dal punto di vista estetico. Ho particolarmente apprezzato l'idea di non interrompere bruscamente la voce del personaggio quando si visualizza il messaggio successivo, ma farla continuare qualora non vi sia un altro dialogo (feature non sempre presente nelle altre visual novel a cui ho giocato). 

E adesso che abbiamo visto la novel in generale, passiamo alle route!


Route 

Clear 
Route: bad, good


Nonostante tutti i personaggi di DMMd vengano approfonditi psicologicamente nelle rispettive route, Clear è forse quello che subisce il cambiamento più evidente. La sua presentazione all'inizio della novel, infatti, risulta essere decisamente fuorviante. Egli viene introdotto come una sorta di allegro giullare e principale responsabile delle scenette comiche della visual novel, ma si rivela in seguito essere un personaggio estremamente malinconico e profondo. La sua caratterizzazione psicologica è decisamente buona e in grado di appassionare il lettore grazie alla sua dolcezza e sincerità. Ho apprezzato molto entrambi gli ending di questa route. Quello bad è particolarmente creepy ma comunque sensato, mentre quello good è molto dolce e poetico. Entrambi hanno dialoghi filosofici interessanti - ma non eccessivamente pesi! - ed entrambi contribuiscono alla trama principale della novel.

Quella di Clear è stata la prima route che ho giocato e la mia preferita. Clear è inoltre il personaggio che mi è piaciuto di più - anche se ammetto che è per gusti personali, dato che ci sono altri personaggi realizzati ugualmente bene. Oltre ad essere bella, la route di Clear è secondo me l'unica davvero fondamentale per comprendere alcuni particolari della storia, quindi consiglio vivamente di giocarla. 

Noiz
Route: bad 1, bad 2, game over, good

Probabilmente il più amato dal pubblico, Noiz è un personaggio di poche parole (ma scelte bene!). Intelligente ma difficile da gestire, scostante e piuttosto violento, Noiz sembra il tipico seme. Tuttavia anche lui saprà discostarsi presto da questo stereotipo, per ricevere una caratterizzazione più approfondita e realistica. Il good ending è romantico e fiabesco, un classico "e vissero per sempre felici e contenti" che mi è piaciuto molto. Non male neppure i bad ending, di cui quello che viene generalmente considerato il primo (i Pokémon, per intenderci, LOL) è molto originale. Per quanto riguarda il "game over", mi riferisco ad un punto oltre il quale il gioco semplicemente si interrompe. Consiglio: salvate almeno dopo la scelta "Think of Noiz", così da non dover rifare tutto in caso incappaste nel game over. 

Interessanti le scene glitch presenti in questa route. All'inizio ero convinta che mi stesse crashando il gioco ma vabbé. 

La route di Noiz non contribuisce in modo determinante alla trama principale del gioco, anzi, risulta piuttosto superficiale da questo punto di vista. Per questo consiglio di non giocarla per prima. 

Mink
Route: bad, good

Arriviamo adesso al personaggio più controverso di tutta la novel: Mink. Ex carcerato dall'aspetto intimidatorio, è un leader severo e senza pietà, abituato ad utilizzare la violenza per raggiungere i propri scopi. Per la maggior parte della novel, il lettore si chiede cosa diavolo ci stia a fare dietro ad Aoba. Mentre Clear, Noiz e Koujaku hanno una motivazione più o meno evidente, infatti, Mink sembra costantemente fuori posto. Questo non cambia neppure in seguito: Mink è l'unico personaggio la cui caratterizzazione psicologica non riceve ulteriori approfondimenti, e le ragioni oggettive per cui segue Aoba sono, a mio parere, piuttosto trascurabili. Anche Aoba, però, sembra non avere motivi sufficienti per seguire Mink se escludiamo una marcata sindrome di Stoccolma. Al contrario, il fatto che non si separi da lui rappresenta secondo me una grande contraddizione che lo rende molto out-of-character. Le frequenti scene di violenza immotivata e non necessaria presenti nella route contribuiscono a svalutarla. 

Il mio giudizio finale è pessimo: nonostante entrambi gli ending siano piuttosto carini, il resto delle route è poco piacevole, incoerente e disturbante. La route contribuisce alla trama principale, però, quindi consiglio di non saltarla - anche se saltandola o facendola velocemente non si perdono informazioni essenziali. 


Koujaku
Route: bad, good

Tradizionale nel look... e non soltanto! Koujaku è il personaggio più tipico della visual novel: amico d'infanzia, mezzo samurai, affettuoso ma con la coda di paglia, e decisamente ricco di fascino - non per nulla è un donnaiolo. Nonostante per la maggior parte della sua route la caratterizzazione di Koujaku rimanga piuttosto piatta, è nell'interazione finale con Aoba che notiamo un certo approfondimento. In questa parte della route, infatti, il personaggio si riscatta, svelando aspetti della sua personalità più realistici. 

Il good ending è veramente carino e piacevole, mentre il bad ending è un po' affrettato ma comunque apprezzabile. Nessuno dei due, comunque, contribuisce alla trama principale. 

Ren
Route: true, Virus e Trip, bad

Fonte di battute e risatine dall'uscita del gioco, la route di Ren è in realtà la true route, ossia il finale ufficiale. Ma chi è Ren? Prima di tutto, Ren non è un cane, ma un Allmate, ossia un robot portatile collegato alla coscienza del suo proprietario. Secondo, ma non meno importante: durante il gioco Ren assume anche forma umana insomma Aoba non si fa il cane. Che dire di questa route? Sicuramente è la più completa dal punto di vista narrativo, tanto che non si può assolutamente pensare di saltarla se si vuole comprendere appieno il finale della storia. Le altre route si concentrano sulla relazione romantica, pur non trascurando azione e avventura, perciò soltanto la route di Ren arriva a spiegare tutto, senza omissione di dettagli. Da questo punto di vista, la route è molto interessante ed avvincente.

La relazione romantica è un po' il punto debole, dal momento che risulta poco credibile sotto vari aspetti. L'amore di Ren per Aoba l'ho trovato piuttosto fuori luogo e forzato. La loro storia è, in generale, poco appassionante e troppo cervellotica. La route non è comunque ingiocabile, anzi: poiché la parte romantica è più breve di quella narrativa, direi che complessivamente la lettura è piacevole.

Virus e Trip: uno dei bad ending riguarda questa coppia di personaggi. Che dire? Come ending è piuttosto insulso e disturbante. Non aggiunge niente al gioco e personalmente non è stato molto di mio gradimento.

~ ~ ~

In conclusione: storia avvincente, personaggi tutto sommato buoni, ottima interfaccia grafica ed illustrazioni eccezionali. La maggior parte delle route sono coinvolgenti e carine. Gli appassionati di BL non dovrebbero lasciarselo scappare :3 

sabato 4 aprile 2015

ANIME ~ Shigatsu wa Kimi no Uso

Dopo un'altra delle mie lunghe assenze - alle quali suppongo i pochi che seguono questo blog saranno ormai abituati - torno per portare alla vostra attenzione un anime acclamato come capolavoro. Ahimè questa non è la mia opinione, perciò di seguito cercherò di portare alla luce diversi punti deboli di questo anime troppo facilmente dimenticati da recensioni troppo entusiaste. 

22 episodi x Romantico x Drammatico x Musicale

TRAMA: Dopo la morte della madre, con la quale aveva un rapporto difficile, Kousei, giovane genio musicale, abbandona il piano. Dietro questa decisione si nasconde in realtà l'incapacità da parte del ragazzo di sentire il suono del proprio strumento. La vita di Kousei scorre così grigia e silenziosa, fin quando in un giorno di Aprile il ragazzo incontra la bella Kaori, una stramba violinista piena di energia che saprà riportarlo nel meraviglioso mondo della musica.

RIFLESSIONI PERSONALIShigatsu wa Kimi no Uso, in italiano "La tua bugia d'Aprile", sarebbe potuto diventare un vero e proprio capolavoro. L'A-1 Pictures si era impegnata in questo senso, realizzando una serie che, dal punto di vista tecnico, è impeccabile. L'animazione, curata nel dettaglio e molto fluida, raggiunge livelli più che eccellenti nelle numerose scene musicali, catturando lo spettatore con la sua innegabile bellezza. Il soundtrack e la scelta dei brani classici sono altrettanto azzeccati; uniti all'ottima regia regalano  allo spettatore delle scene veramente emozionanti che difficilmente passano inosservate. Cos'è, allora, che rende questo anime un fallimento?

Le mie critiche più frequenti sono di solito rivolte alla trama, tuttavia non è questo il caso: la trama di Shigatsu wa Kimi no Uso risulta infatti gradevole e coinvolgente, non costituendo di per sé un difetto. Il modo in cui la trama viene realizzata, però, è tutta un'altra questione. Gli autori, infatti, esasperano ogni scena rendendola eccessiva ed inverosimile. Questo è evidente soprattutto per le scene drammatiche, che sfociano con troppa facilità nel melodrammatico, risultando piuttosto fastidiose. Il trauma subito da Kousei nella sua prima adolescenza rientra sicuramente fra gli argomenti esasperati ed ostentati eccessivamente: esso ci viene riproposto in continuazione, quasi ossessivamente, per circa metà della serie. Alcune scene a riguardo sono troppo crude e realistiche, stonando visibilmente con l'atmosfera generale dell'anime. Sembra quindi paradossale che un argomento così spesso sottolineato venga poi trattato in modo superficiale, eppure la superficialità è costantemente in agguato dietro la facciata apparentemente seria di alcune scene. La seconda parte dell'anime riserva più spazio al personaggio di Kaori, che come Kousei ha avuto dalla vita la sua bella dose di sfortune. Purtroppo nel trattare gli argomenti che la riguardano l'anime mostra nuovamente una sgradevole superficialità. 


Da sinistra: Tsubaki, Kousei, Kaori e Ryouta

Veniamo ad un altro punto debole dell'anime: i personaggi secondari. Chiamare così la maggior parte di loro è fargli un grosso favore, dal momento che sono fin troppo chiaramente plot device. Questo è vero soprattutto per Tsubaki, l'amica d'infanzia di Kousei, e Ryouta, il ragazzo popolare della scuola nonché parte del gruppo di amici di Kousei. Ogni qualvolta la trama si sofferma su di loro è solo e soltanto perché hanno a che vedere con il protagonista. Non esistono se non in funzione del protagonista e della trama incentrata su di lui. Alcuni si sono spinti a dire che Kaori stessa è interamente subordinata alle vicende di Kousei e benché questa affermazione vada presa con più moderazione non posso certo smentirla totalmente. 

La caratterizzazione dei personaggi secondari è pessima. Potremmo dire senza troppi errori che esiste un solo personaggio femminile in tutta la serie. Kaori, Tsubaki, Nagi e Hiroko sono i personaggi femminili principali, e sono tutti, tutti uguali. E' sconcertante notare come, nella loro creazione, il mangaka sia partito da un personaggio tsundere base ed abbia poi aggiunto qualche irrilevante caratteristica qua e là per differenziare le varie ragazze. Tutte hanno infatti la stessa personalità - tsundere, appunto - e addirittura lo stesso rapporto con il protagonista - tutte gli vogliono bene ma faticano ad ammetterlo e quindi preferiscono tirargli calci ed urlargli contro per quasi tutta la serie. Al personaggio maschile non è andata certo meglio: Ryouta compare pochissimo nella storia ed è presente soltanto per assolvere al suo compito di "rivale". 

Da sinistra: Takeshi ed Emi

Una nota positiva per i rivali musicali di Kousei: Takeshi ed Emi. Entrambi hanno una caratterizzazione più originale e, pur comparendo poco, sembrano avere un loro ruolo anziché essere sempre subordinati a Kousei. Bisogna comunque sottolineare come l'ammirazione che i due provano per il protagonista sia forzata ed inverosimile. 

Pensavate che i difetti fossero finiti qui? Io lo speravo, ma purtroppo no. Questo anime fallisce in quello che sarebbe dovuto essere il suo obiettivo principale: comunicare allo spettatore la bellezza della musica classica. Le scene musicali sono infatti noiosissime: guardandole ho avuto l'impressione che la regia non sapesse come far apprezzare la musica classica allo spettatore. Anziché mostrare semplicemente quanto bello può essere un brano classico, il regista ha infatti aggiunto lunghi monologhi introspettivi dei protagonisti ed esagerate reazioni da parte del pubblico. Così lunghi minuti di brani classici sono stati appesantiti da inutili soliloqui e da i "OMG, bellissimo, posso vedere le note colorate danzare in una prateria fiorita!!! (?)" del pubblico. 


Ulteriori elementi che non mi sono piaciuti e su cui mi andava di chiacchierare un po': 
- L'intera storia dell'amico A è deleteria. Oltre a non avere un minimo di senso, è chiarissimo a tutti fin dal principio che in realtà Kaori non è innamorata di Ryouta, perciò il fatto che Kousei non se ne renda conto lo fa sembrare un vero e proprio idiota. 
- La malattia di Kaori avrebbe dovuto essere introdotta molto prima nella serie. Le tematiche di una storia vengono definite all'inizio della stessa, se nuove tematiche spuntano fuori dal nulla a metà si viene a creare uno squilibrio. Questo non significa che tutti i colpi di scena peggiorino una serie, ma bisogna quantomeno giustificarli. La scelta narrativa di celare la malattia di Kaori per metà serie sarebbe stata buona soltanto se giustificata (magari dal fatto che Kaori non voleva far soffrire i suoi amici, ecc). Questo non avviene, perciò tirare fuori a metà anime che Kaori è in fin di vita mi sembra una pessima strategia per vitalizzare un po' la trama con un colpo di scena senza senso e per spillare qualche lacrima allo spettatore. 
- La malattia di Kaori non ha un nome. Per tutta la durata dell'anime mi sono chiesta: sopravvivrà? E la risposta ovviamente è boh, dato che non si sa che diamine di malattia abbia. Quando Kaori decide di farsi l'operazione, non ci viene spiegato niente, e ancora una volta non sappiamo dare un senso alla cosa. Il fatto che la malattia di Kaori non venga nominata apertamente mina il già fragile realismo dell'anime. 
- L'episodio finale mostra che Kaori in realtà era sempre stata una sfigatella con gli occhiali e che aveva deciso di crearsi tutto un piano per conoscere il suo mito, il pianista Kousei, del quale era innamorata. Ho trovato tutto questo estremamente scemo e poco realistico - per non dire piuttosto scopiazzato dalla storia di Homura Akemi, in PMMM


Tiriamo le somme: questa serie è valida o meno? Purtroppo non lo è: i difetti superano di gran lunga i pregi. Nonostante questo potreste trovare l'anime di vostro gradimento, se amate le storie strappalacrime e l'angst a palate, e se siete disposti a chiudere un occhio sulle molte mancanze che ho cercato di evidenziare nella mia recensione. 

mercoledì 8 ottobre 2014

ANIME ~ Kuroshitsuji: Book of Circus

Mi sono ripromessa di recensire tutti gli anime della stagione estiva che ho visto, ed oggi vi propongo Kuroshitsuji: Book of Circus. Credo però che su questa serie ci sia da dire ben poco, in quanto non solo è un sequel1, ma quasi tutti coloro che l'hanno vista hanno letto anche il manga. Mi ci soffermerò quindi solo velocemente. Per informazioni più dettagliate, vi consiglio questo ottimo post della mia amica Millefoglie.


MINI TRAMA: XIX secolo, Londra: il giovanissimo conte Ciel Phantomhive ed il suo maggiordomo demone Sebastian ricevono una nuova missione dalla Regina d'Inghilterra: scoprire se un circo arrivato da poco tempo in città è responsabile delle recenti sparizioni di bambini.

Viene finalmente portata in televisione una delle saghe più belle ed emozionanti di Kuroshitsuji, con un risultato più che buono. Ad esclusione del primo episodio introduttivo, la cui presenza è comprensibile ma che i lettori del manga possono tranquillamente saltare, l'anime è estremamente fedele all'opera originale. Dopo ben due serie e svariati OAV di dubbio gusto, finalmente abbiamo una serie degna di questo nome.

La grafica e la colonna sonora, pur non raggiungendo l'eccellenza, sono buone e a mio parere migliori di quelle delle serie precedenti (specialmente la grafica). Una nota di merito va alle sigle, molto accattivanti grazie alle belle canzoni (SID, AKIRA) e ad una regia molto originale. Il doppiaggio è ottimo, non c'è bisogno di dirlo, ma notevole è l'interpretazione di Mamoru Miyano - che è uno dei miei doppiatori preferiti! - nel ruolo di Joker.

L'arc narrativo è, come ho già detto, uno dei migliori del manga. Abbiamo un cast davvero unico di personaggi, fra i quali alcuni spiccano sovrani per l'ottima caratterizzazione. La storia, che personalmente trovo molto bella e che è stata ideata in modo intelligente, può risultare interessante anche a chi si avvicina a quest'opera per la prima volta. Decisamente consigliato.

1 Le serie precedenti sono Kuroshitsuji e Kuroshitsuji II.

venerdì 3 ottobre 2014

ANIME ~ Aldnoah.Zero

Ecco il secondo anime della lista estiva! 



MINI TRAMA: La principessa di Vers - l'impero dei Marziani discendenti dai terrestri - decide di recarsi dagli umani per dare inizio a una nuova era di pace fra i due popoli. Poco dopo il suo arrivo viene attaccata però da dei terroristi, divenendo paradossalmente la causa del riaccendersi dell'antica guerra fra Marziani e Terrestri. L'ultima volta la Terra riuscì a vincere, ma adesso i Marziani, grazie all'Aldnoah Power, possiedono kataphrakti (robot mecha) molto più potenti. 

Aldnoah.Zero non brilla d'originalità, né per la sua trama piuttosto banale né per gli elementi caratterizzanti della serie. Molti di questi, infatti, - studenti al comando di mecha, una misteriosa fonte di energia, la distruzione della Luna, la colonizzazione di Marte - sono già stati affrontati da opere precedenti. Nonostante questo, però, la serie risulta essere complessivamente buona. Anche se la storia che ci racconta Aldnoah.Zero non è nuova, infatti, lo spettatore si sente coinvolto e spinto a proseguire grazie all'ottima narrazione. I vari eventi vengono esposti con una successione logica molto funzionale e anche i flashback sono inseriti al momento giusto. Grazie a questo lo spettatore riesce a seguire senza difficoltà o dubbi. L'anime inoltre si caratterizza come un'opera molto seria, che non lascia spazio a siparietti comici o a fanservice - mancanza che non mi affligge affatto - e che osa anche far fuori qualche personaggio principale - dato l'ambientazione in tempi di guerra, questo è praticamente obbligatorio, se si vuole dare un'impressione di realismo. 

Purtroppo però Aldnoah.Zero, similmente a Zankyou no Terror, è decisamente carente dal punto di vista dei personaggi. Molti di loro, infatti, vengono caratterizzati in modo banale o superficiale, risultando particolarmente monotoni. Se questo fosse soltanto il caso dei personaggi secondari, potremmo in qualche modo chiudere un occhio... ma ahimè il personaggio più banale e irrealistico di tutti è addirittura uno dei protagonisti. 

Inaho, sempre

Eccolo qua, il personaggio in questione: Inaho, liceale umano di circa quindici anni. Per tutta la durata della serie, Inaho non mostra alcun tipo di espressione o di emozione. Egli inoltre, nonostante sia giovanissimo e non abbia esperienza, sa sempre cosa fare, soprattutto in battaglia. Le sue mosse sono come quelle di un computer: istantanee e perfette, messe in atto senza neppure un minimo di esitazione. Per arrivare ai suoi obiettivi - quelli che porteranno o favoriranno il benessere della società - Inaho non si fa problemi a sfruttare persone e situazioni, ma sempre in accordo con la morale comune. I motivi per cui un personaggio così non funziona sono evidenti. Innanzitutto, i personaggi come Inaho uccidono la suspense, indispensabile per catturare ed appassionare lo spettatore. Quale senso di attesa può provare lo spettatore assistendo ad un duello, se sa fin dal principio che Inaho tanto vincerà? Anche l'immedesimazione è importante. Come può lo spettatore immedesimarsi nel personaggio, se questo sembra più un robot che un umano? E' difficile sentirsi affini a una persona che sa sempre cosa fare e che non sbaglia mai. Alcune persone hanno apprezzato Inaho scorgendo in lui, dietro alla sua apparenza stoica e impassibile, una profonda umanità e l'amore per la principessa di Vers. Questo, a mio parere, non è giustificato. All'interno di tutta la serie non vi è nessun indizio tangibile di ciò, nemmeno piccolo. Quindi ritengo Inaho un personaggio decisamente mal costruito, che contribuisce ad abbassare il livello della serie. 

Slaine èffigo

Gli amanti dei bei personaggi, però, non si devono scoraggiare, perché i creatori di Aldnoah.Zero dimostrano di avere le capacità per creare anche protagonisti interessanti e realistici. Slaine, un soldato marziano di origine terrestre, è secondo me il personaggio migliore della serie. E' sicuramente quello che mostra più sfaccettature e che risulta più umano e profondo. Altri personaggi, comunque - Marito, Rayet - mostrano una caratterizzazione approfondita. 

Grafica buona, anche se non eccezionale. Character design un po' deboluccio, almeno per i miei gusti personali. Colonna sonora decisamente sopra la media. Opening ed ending carine - la ending soprattutto mi è piaciuta molto. 

Il finale di questa serie, in parte ambiguo, ha lasciato molti spettatori scioccati. Personalmente l'ho apprezzato, ma ritengo di non poterlo giudicare perché non è un finale definitivo. E' stata infatti annunciata una seconda serie, che andrà in onda nella stagione invernale del 2015. In ogni caso l'anime fin qui si è rivelato buono, seppur non eccezionale, pertanto ne consiglio la visione agli appassionati (: 

martedì 30 settembre 2014

ANIME ~ Zankyou no Terror

Da pochi giorni si è conclusa la stagione estiva di anime, perciò ho deciso di scrivere delle recensioni sulle serie che ho seguito (: A dire la verità, questa stagione estiva non è stata un granché - o almeno, gli anime che ho visto io si sono rivelati piuttosto mediocri :< Ma non dilunghiamoci oltre e proseguiamo verso la recensione di Zankyou no Terror! Prossimamente pubblicherò anche, in ordine: Aldnoah.Zero, Kuroshitsuji: Book of Circus, Tokyo Ghoul e Love Stage! Restate sintonizzati :3 edit: come al solito sono un po' in ritardo con le recensioni, ma prima o poi pubblicherò anche quelle relative a Tokyo Ghoul e Love Stage, abbiate fede!


MINI TRAMA: Tokyo è scossa da vari attacchi terroristici ad opera del duo Sphinx, composto da niente di meno che due adolescenti. La studentessa Lisa, la cui vita è segnata dal bullismo delle compagne e da una madre ossessiva, scopre per caso l'identità dei due giovani e ben presto si trova coinvolta nei loro piani. 

Da un punto di vista tecnico - colonna sonora, grafica, regia - Zankyou no Terror è un vero e proprio capolavoro. Purtroppo non si può dire lo stesso dei personaggi e della trama, motivo per cui l'anime risulta essere, alla fine, un fallimento.

Fra i personaggi principali sono ben pochi - a mio parere sono solo due - quelli caratterizzati decentemente. L'errore più evidente della serie sta nell'antagonista, Five, il tipico esempio di personaggio creato esclusivamente ai fini di movimentare la trama. Five non solo risulta priva di personalità, ma contribuisce anche ad abbassare il livello di credibilità dell'anime. Come può infatti una ragazza che è stata fino a poco tempo prima un mero strumento nelle mani del governo ricoprire una posizione così importante e piena di potere, tanto che può fare praticamente tutto ciò che le pare senza preoccuparsi delle conseguenze?

Nine, il cervellone del duo Sphinx, è stata un'altra grande delusione. Egli ci viene presentato all'inizio dell'anime come il membro principale di Sphinx, mentre Twelve sembra l'aiutante. Poiché già dapprincipio Twelve ha una buona caratterizzazione, è naturale aspettarsi la stessa cosa - se non di più! - anche da Nine. Le prime puntate lasciano percepire che Nine, all'apparenza intelligente e determinato, sia qualcosa di più di questo. Con il proseguire della serie lo spettatore sarà invece costretto a constatare che Nine è in realtà solo "quello intelligente e determinato", e che ha una caratterizzazione degna soltanto dei personaggi secondari.

Da sinistra: Twelve e Nine

Per quanto riguarda Lisa, la sua utilità nella serie è la stessa di Indiana Jones ne I Predatori dell'Arca Perduta (giusto per citare Sheldon...), ossia nulla. Dall'inizio alla fine dell'anime Lisa si limita a procurare danni ai protagonisti, tanto che potrebbe essere considerata ella stessa un secondo antagonista (lol). Inoltre, per rendersi più simpatica allo spettatore, piange almeno due-tre volte in ogni episodio. Adorabile, nevvero?

Lisa che piange 

Sembra impossibile, eppure la trama di questo anime non è migliore dei suoi personaggi. Nonostante il primo episodio sia magnifico e contribuisca ad alzare le aspettative dello spettatore, l'anime prosegue in modo ripetitivo per più di metà serie. Ogni episodio ha infatti lo stesso pattern: gli Sphinx posizionano la bomba e pubblicano su internet un indovinello che la polizia dovrà risolvere per disattivare il dispositivo. Tutto ciò non è soltanto noioso, ma anche poco realistico e credibile. Infatti l'obiettivo che si cela dietro le azioni di Nine e Twelve - e che io non vi dico, perché è spoiler, ovviamente! - avrebbe potuto essere raggiunto in modi decisamente più semplici e meno pericolosi, considerato anche che le intenzioni dei due non sono quelle di fare del male alle persone. Fortunatamente dall'episodio nove in poi la serie sembra miracolosamente riprendersi, ed il finale dell'anime è molto bello.

Tanto più buona può essere una serie, tanto più si notano i suoi difetti; è anche per questo che Zankyou no Terror è, in un certo senso, inscusabile. E' un peccato vedere del potenziale sprecato, ma se volete godervi il soundtrack più bello che io abbia mai sentito - a cura di Yoko Kanno - e delle animazioni davvero squisite, dategli un'occhiata.

Alla prossima recensione!